Post in evidenza

Arctic permafrost thawing faster than ever

Permafrost in the Arctic is thawing faster than ever, according to a new US government report that also found  Arctic   seawater is war...

AddToAny

venerdì 4 settembre 2015

THE KILLING

Una vera minaccia alla biodiversità si abbatte nei paesi bagnati dal Mediterraneo: ogni anno 25 milioni di uccelli migratori vengono uccisi illegalmente dai bracconieri. E l’Italia è al secondo posto della triste classifica.


La denuncia arriva dal report The Killing, appena presentato alla Birdfair 2015 da BirdLife International e realizzato grazie alla collaborazione con i partner dell’area mediterranea compresa la Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli (Lipu). Così, per la prima volta, è stata finalmente realizzata una stima del numero di abbattimenti illegali nei singoli paesi.
Le vittime dell’ illegal killing sono piccoli passeriformi come fringuellicapinerepettirossi e tordi. Ma anche specie classificate come vulnerabili o minacciate dalla lista rossa dell’IUCNchiurlo maggiore, capovaccaio, nibbio reale e anatra marmorizzata. Nessuno è risparmiato. 
E l’80% di questi (20 milioni) viene abbattuto in soli dieci paesi. Al primo posto l’Egitto con 5,7 milioni l’anno, seconda l’Italia (ma prima in Europa) con poco meno: 5,6 milioni. Seguono Siria (3,9), Libano (2,6) e Cipro (2,3). Grecia, Francia, Croazia e Libia, invece, sono responsabili dell’uccisione di circa 700.000 uccelli ciascuna ogni anno. Ultima della top-ten della vergogna l’Albania, con 300.000 esemplari.
E se i numeri sono sconcertanti, i mezzi con cui vengono attirati e uccisi non sono da meno. Vittime dei fucili, catturati con reti e tagliole, o incollati ai rami cosparsi di vischio. Gli uccelli vengono poi venduti ai ristoranti o accecati e chiusi nelle gabbie, utilizzati come richiami vivi, costretti a cantare per attirare i loro simili. 
Tutte tecniche ben note ai bracconieri, anche italiani. “Il nostro paese ha gravissime responsabilità di fronte ai numeri impressionanti delle uccisioni di uccelli migratori” spiega a Galileo Fulvio Mamone Capria, Presidente della Lipu. “In un’area che è un terzo di quella egiziana, viene abbattuta praticamente la stessa quantità di esemplari”. Infatti, delle 348 specie presenti sul territorio italiano, il 43% è stato vittima di un “pesante e radicato bracconaggio, in alcune aree inquinato anche da commistioni con la criminalità locale, che dovrebbe essere contrastato con maggiore efficacia” continua Capria.
In Italia le aree in cui l’illegal killing è più intenso sono il Sulcis in Sardegna (126.000 uccelli abbattuti l’anno), il bresciano (112.000), e il delta del Po (84.000). Ma “i risultati della Lipu ottenuti a Brescia e nel Sulcis, con i campi antibracconaggio, rischiano di essere a breve vanificati se non si proseguirà nel costante controllo del territorio e nella prevenzione dei reati venatori”, mette in guardia Capria. 
Secondo il report, n Italia ogni anno vengono uccisi illegalmente tra i due e i tre milioni di fringuelli, circa 900.000 pispole e 600.000 pettirossi. Non va meglio alle specie più grandi: il 50% della popolazione nidificante di anatre marmorizzate viene abbattuta, e la percentuale scende di poco per il nibbio reale (30%) e il capovaccaio (20%).
Storicamente la cattura degli uccelli rappresentava una importante fonte di proteine animali, spesso carenti nel regime alimentare. Oggi però è uno schiaffo alla conservazione delle specie, “che un tempo erano abbondanti in Europa e sono ora in declino” come dichiara Patricia Zurita, direttore generale di BirdLife International. Oggi “gli uccelli hanno bisogno di rotte migratorie più sicure” avverte Claudio Celada, direttore di Lipu-BirdLife Italia.
“Chiediamo dunque che l’Europa e l’Italia incrementino gli sforzi per la conservazione e la condanna delle illegalità, prima che sia troppo tardi”.

Ti piace?

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...